Romanticismo1840
Ingresso dei crociati a Costantinopoli
Eugène Delacroix
L'occhio del conservatore
"La figura centrale di Baldovino di Fiandra, i supplici in primo piano e il trattamento atmosferico del Bosforo."
Il parossismo del Romanticismo storico dove la gloria militare si scontra con la tragedia umana e la desolazione di una città millenaria.
Analisi
L'Entrata dei Crociati a Costantinopoli, commissionata per il Museo della Storia di Francia a Versailles nel 1840, illustra un episodio oscuro della Quarta Crociata del 1204. Invece di liberare Gerusalemme, i crociati saccheggiarono la capitale dell'Impero Bizantino. Delacroix non sceglie l'assalto eroico, ma il momento ambiguo del possesso. Baldovino di Fiandra avanza sul suo destriero in una città devastata. L'opera cattura il momento in cui il trionfo muta in amara meditazione sulla distruzione della cultura per mano della forza bruta.
L'analisi stilistica rivela il genio cromatico di Delacroix. Contrariamente alla scuola neoclassica, Delacroix privilegia il colore sulla linea. Si osserva l'uso di contrasti simultanei che prefigurano l'impressionismo. La luce è drammatica, filtrata da un cielo carico di umidità. La psicologia di Baldovino è colpitrice: il suo volto esprime stanchezza e dubbio, ignorando i supplici ai suoi piedi, sottolineando l'isolamento morale del conquistatore.
Il contesto storico è segnato dal rinnovato interesse per il Medioevo sotto Luigi Filippo. Tuttavia, Delacroix infonde una modernità radicale attraverso il trattamento della sofferenza. In primo piano, le figure di anziani e donne in lacrime ricordano le vittime di tutte le guerre. La storia è quella di un sacrilegio: cristiani che depredano altri cristiani. Questa dimensione tragica è rafforzata dall'architettura bizantina che crolla sullo sfondo.
La tecnica di Delacroix è di una libertà d'esecuzione sconcertante per l'epoca. La pennellata è ampia, vibrante, talvolta lasciata allo stato di abbozzo. L'artista ha realizzato numerosi studi per costumi e finimenti, cercando la verità storica ma subordinandola all'emozione. La profondità spaziale è immensa, portando l'occhio dai dettagli del primo piano fino ai lontani bluastri del mare, creando un senso d'infinito che amplifica la portata universale del disastro.
Un segreto tecnico risiede nell'uso del bitume, che ha causato un certo scurimento dell'opera nel tempo. Analisi recenti hanno rivelato che la posizione del cavallo centrale è stata modificata più volte per accentuare il movimento. Una celebre critica dell'epoca accusò Delacroix di "mancanza di nobiltà" nei suoi vincitori. Si pensa che alcuni volti dei supplici siano stati ispirati da vittime di epidemie osservate dall'artista.
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Quale grande influenza della vita di Delacroix ha permesso di dare questa luce dorata e questo realismo "esotico" agli abitanti bizantini?
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