Rococò1720

L'insegna di Gersaint

Antoine Watteau

L'occhio del conservatore

"Realizzata in soli otto giorni, l'opera funge da manifesto del gusto rococò, abbandonando la pompa monarchica per la conversazione mondana e la contemplazione estetica."

L'ultimo capolavoro di Watteau, questa insegna monumentale cattura il passaggio tra il regno di Luigi XIV e l'eleganza del XVIII secolo in una bottega d'arte parigina.

Analisi
Dipinto nel 1720, questa tela era destinata a servire come insegna reale per la bottega del mercante Edme-François Gersaint, situata sul ponte Notre-Dame. Watteau, già indebolito dalla tubercolosi, offre qui una profonda riflessione sul passare del tempo e sull'evoluzione degli stili. Il gesto più simbolico si trova a sinistra, dove si vedono operai che imballano un ritratto di Luigi XIV. Questo ritratto rappresenta la fine di un'era di rigore assolutista e l'inizio della Reggenza, più leggera e volta ai piaceri della mente e dei sensi. L'opera non mostra solo un commercio; mette in scena una "società dell'arte". I personaggi, vestiti con sete cangianti dai riflessi perlacei — la famosa "piega Watteau" —, non sono semplici acquirenti, ma conoscitori impegnati in una coreografia sociale. La bottega di Gersaint diventa un teatro dove osserviamo le opere tanto quanto gli spettatori stessi. Questa mise-en-abyme della visione è centrale nel lavoro di Watteau, che si concentra sul rapporto tattile e visivo che l'aristocrazia mantiene con gli oggetti di lusso. L'analisi dei quadri appesi alla parete rivela un'erudizione immensa. Watteau non dipinge opere esistenti letteralmente, ma pasticcia gli stili dei grandi maestri che ammira: i colori veneziani di Tiziano e Veronese, le composizioni di Rubens e i chiaroscuri fiamminghi. Ogni parete della bottega è una lezione di storia dell'arte condensata, affermando che il gusto moderno si nutre della tradizione reinterpretandola per un ambiente più intimo e domestico. Infine, il quadro tratta sottilmente il mito della vanità. Sebbene la scena appaia mondana e leggera, la presenza delle casse, della paglia da imballaggio e dello specchio scrutato da una coppia di amatori ricorda che la bellezza e l'arte sono fragili quanto la vita. Watteau, sapendosi condannato, infonde in questa scena di commercio una malinconia sottostante. L'arte è l'unico vestigio capace di sopravvivere ai re e ai pittori, ma rimane soggetta alle vicissitudini del mercato e della moda.
Il Segreto
Il segreto più affascinante riguarda la sua natura fisica originale. Sebbene oggi appaia come un'opera rettangolare unitaria, era inizialmente composta da due pannelli distinti con la parte superiore centinata per adattarsi all'arco della bottega di Gersaint. Fu solo più tardi, per soddisfare i collezionisti, che gli angoli superiori furono aggiunti e le due parti riunite per creare la composizione orizzontale che ammiriamo oggi a Berlino. Un altro segreto risiede nell'identità dei personaggi. Il mercante Gersaint stesso è rappresentato al centro, mentre presenta un quadro a una cliente. Tuttavia, le ricerche suggeriscono che Watteau abbia integrato ritratti di amici stretti e protettori tra la folla, trasformando una commissione commerciale in un omaggio privato alla sua cerchia intima. La donna vista di spalle, il cui abito di seta è il punto focale luminoso, è considerata uno dei vertici della tecnica pittorica del XVIII secolo. Il ritratto di Luigi XIV inscatolato non è solo una metafora politica, è un gioco di parole visivo. Il nome della bottega di Gersaint era "Le Grand Monarque". Mettendo il "Grande Monarca" in scatola, Watteau annuncia letteralmente il cambiamento di rotta dello stabilimento, sottolineando che l'arte di corte è ormai un oggetto da rigattiere di fronte alla nuova pittura galante. È un'audacia incredibile per un pittore dell'epoca trattare l'immagine reale con tale disinvoltura. Infine, le radiografie hanno rivelato che Watteau dipinse l'insegna direttamente sulla tela senza schizzi preliminari complessi, prova della sua assoluta maestria tecnica nonostante la salute declinante. Sono stati scoperti pentimenti significativi, in particolare nella posizione del cane in primo piano e nella regolazione delle cornici a parete, dimostrando che l'artista componeva "dal vivo" per catturare l'immediatezza della vita parigina.

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Istituzione

Schloss Charlottenburg

Localizzazione

Berlin, Germania