Post-impressionismo1895
La clownessa Cha-U-Kao
Henri de Toulouse-Lautrec
L'occhio del conservatore
"Il contrasto sorprendente tra la parrucca giallo elettrico e l'espressione stanca del volto sottolinea la dualità tra la vita pubblica dello spettacolo e la solitudine privata dell'artista."
Un ritratto struggente che cattura l'intimità malinconica di un'icona del Moulin Rouge tra due spettacoli. Toulouse-Lautrec trascende la caricatura per rivelare l'umanità vulnerabile dietro il costume grottesco.
Analisi
La Clownessa Cha-U-Kao, il cui nome d'arte deriva dalle parole francesi "Chahut" (chiasso) e "Chaos" (caos), era una figura centrale della Parigi notturna, nota per le sue acrobazie e le sue danze sfrenate. In quest'opera del 1895, Lautrec sceglie di non rappresentarla in movimento, ma in un momento di riposo forzato, quasi introspettivo. È colta nel suo camerino o in un angolo del cabaret, mentre si aggiusta il costume, lontana dagli sguardi del pubblico. Questa scelta iconografica segna una rottura con l'immaginario tradizionale dell'intrattenitore pubblico, preferendo esplorare la psicologia del personaggio sotto il trucco.
L'opera si inserisce in una tematica cara a Lautrec: la vita delle donne ai margini della società. Cha-U-Kao, che si esibiva apertamente come lesbica in un'epoca in cui ciò era socialmente complesso, è trattata qui con una dignità monumentale. Il suo costume, con l'ampia gorgiera bianca e i nastri gialli, occupa un posto predominante, ma è il modellato del volto e la stanchezza dei tratti a catturare l'attenzione. L'artista utilizza una tavolozza audace in cui il giallo acido e il blu profondo si scontrano per creare tensione visiva.
L'analisi tecnica rivela l'influenza di antichi maestri come Velázquez nel modo in cui Lautrec tratta la dignità dei "nani" e dei buffoni di corte. Qui, la clownessa diventa un'aristocratica del vizio e dello spettacolo, il cui trono è una semplice sedia da cabaret. Il tocco è rapido, nervoso, lasciando talvolta apparire il supporto, il che conferisce all'opera una modernità e un'urgenza caratteristiche del post-impressionismo. Si sente la profonda empatia di un artista che, condividendo egli stesso una forma di marginalità fisica, si riconosce in questo modello.
Infine, la dimensione sociologica del dipinto è capitale. Documenta l'emergere di una cultura della celebrità effimera a Montmartre. Cha-U-Kao non è solo una donna travestita; è il simbolo di una libertà conquistata attraverso lo spettacolo, ma pagata al prezzo di una stanchezza esistenziale. Lautrec cattura quel silenzio che segue la fine dell'orchestra, trasformando una scena dietro le quinte in una meditazione universale sulla condizione umana e la performance sociale.
Uno dei segreti più affascinanti risiede nella reale identità della modella. Dietro il nome esotico di Cha-U-Kao si nasconde un'ex ginnasta la cui forza fisica era leggendaria. Lautrec era affascinato da questa muscolatura da performer che suggerisce sottilmente sotto l'ampiezza del costume. Non si tratta di una modella di passaggio, ma di un'amica stretta che l'artista ha dipinto numerose volte, tanto ammirava la sua indipendenza e il suo rifiuto delle norme di genere.
Un segreto compositivo risiede nell'uso degli specchi, sebbene questo non sia esplicitamente mostrato in primo piano. I riflessi e le fonti luminose suggeriscono che stiamo osservando la scena attraverso un gioco di specchi, una tecnica che Lautrec perfezionerà nella sua serie "Elles". Ciò crea una "mise en abyme" in cui lo spettatore diventa un voyeur involontario di questa intimità, rafforzando la sensazione di un "momento rubato" in mezzo al caos del cabaret.
L'analisi dei pigmenti ha rivelato che Lautrec ha utilizzato dei gialli di cromo particolarmente instabili per la parrucca. In origine, il colore era ancora più stridente e quasi fosforescente, destinato a simulare la violenta illuminazione delle luci a gas del Moulin Rouge. Con il tempo, questi pigmenti si sono leggermente stabilizzati, ma conservano quella qualità "chimica" che stonava con i toni più naturali dei suoi contemporanei impressionisti.
Un altro segreto riguarda il rapporto tra Lautrec e le case chiuse, poiché Cha-U-Kao frequentava assiduamente questi luoghi, non come lavoratrice ma come figura della comunità lesbica. Questo dipinto è un ponte tra il mondo del cabaret e quello dei bordelli che l'artista documentava con un'onestà brutale. È l'unico personaggio che fa da tramite tra la festa pubblica e la vita notturna sotterranea e proibita di Parigi.
Infine, è poco noto che quest'opera è stata realizzata su un cartone di scarsa qualità, un'abitudine di Lautrec che amava il rapido assorbimento dell'olio da parte di questo supporto. Ciò conferisce quell'aspetto opaco e gessoso all'abito, evitando qualsiasi lucentezza superflua che avrebbe potuto distrarre dall'intensità psicologica del volto. È un dipinto che rifiuta il lusso dei materiali per sottolineare meglio la verità del soggetto.
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SbloccaQuiz
Oltre al costume, quale audace scelta cromatica e tecnica utilizza Lautrec per trasmettere l'illuminazione artificiale e stridente del Moulin Rouge sul volto di Cha-U-Kao?
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