Fauvismo1910
La danza
Henri Matisse
L'occhio del conservatore
"Il rosso dionisiaco dei corpi si staglia contro l'azzurro del cielo e il verde della collina. Osservate la rottura del cerchio in basso a sinistra: questo vuoto invita lo spettatore a unirsi alla danza."
Icona della modernità, questa tela monumentale incarna l'apoteosi del fauvismo. Attraverso tre colori primari e cinque corpi in movimento, Matisse cattura l'essenza primitiva della vita e del ritmo universale.
Analisi
L'analisi stilistica de *La Danza* rivela la volontà di Matisse di semplificare l'espressione fino all'archetipo. Commissionata dal collezionista russo Sergei Shchukin per il suo palazzo moscovite, l'opera nasce in un contesto di rottura radicale con il naturalismo accademico. Matisse utilizza lo stile "fauve" non per descrivere una realtà ottica, ma per tradurre un'emozione pura. La scelta di tre soli colori — rosso per la carne, blu per il cosmo e verde per la terra — riduce il mondo ai suoi componenti elementari. Questa economia di mezzi è una ricerca dell'assoluto dove il colore diventa la struttura stessa dello spazio.
Il contesto mitologico e storico attinge alle fonti dell'Antichità e del primitivismo. Matisse si ispira alle danze di villaggio di Collioure, ma le trascende per evocare i baccanali antichi e l'Età dell'Oro. Vi è una risonanza diretta con il mito di Dioniso, dio dell'ebbrezza e dell'estasi collettiva. I corpi non hanno tratti distintivi; sono forze vitali, entità generiche che celebrano il legame primordiale tra uomo e natura. La psicologia dell'opera è quella dell'abbandono di sé: i danzatori perdono la propria individualità nel ritmo del gruppo, creando un'armonia che rasenta la trance spirituale.
La tecnica di Matisse si basa su un tratto di una flessibilità straordinaria, dove la linea sembra dettata dal movimento stesso dei corpi. La pittura è applicata in ampie campiture piatte, senza chiaroscuro, eliminando ogni profondità tradizionale. Questa planarità radicale scioccò i contemporanei nel 1910, ma liberò la tela dal ruolo di finestra sul mondo per renderla una superficie decorativa ed espressiva autonoma. L'artista cerca di raggiungere l'essenziale eliminando i dettagli superflui.
Infine, l'opera deve essere intesa come una sfida alla verticalità. Matisse destabilizza l'orizzonte: il verde della collina curva sembra essere una porzione di un globo terrestre in rotazione. Questa sensazione di movimento perpetuo è rafforzata dall'intensità vibrante dei colori complementari. Il rosso sembra avanzare verso lo spettatore mentre il blu indietreggia, creando una respirazione spaziale che conferisce alla tela la sua monumentalità. È una meditazione visiva sulla fratellanza e l'energia cinetica.
Uno dei segreti più affascinanti risiede nella tavolozza originale. Recenti analisi hanno rivelato che il rosso dei corpi era inizialmente più vicino al vermiglio, ma Matisse ha rilavorato le tinte per ottenere questo ocra rossa bruciante. Un altro segreto riguarda la rottura del cerchio in basso a sinistra: lungi dall'essere un errore, quella mano che non afferra l'altra è un dispositivo psicologico. Matisse l'ha collocata lì per rompere la perfezione del cerchio e creare una tensione che proietta il movimento all'esterno del quadro.
Le analisi radiografiche hanno mostrato che Matisse ha effettuato numerosi aggiustamenti di contorno direttamente sulla tela. Si possono ancora vedere le tracce del carboncino sotto lo strato di pittura, a dimostrazione che questa apparente semplicità è frutto di un lavoro accanito sull'equilibrio. Inoltre, l'opera originale fu esposta al Salon d'Automne del 1910 dove fu accolta da risate e insulti; la critica la definì uno "scarabocchio cacofonico". Lo stesso Shchukin fu quasi sul punto di rinunciare all'acquisto.
Un segreto più intimo lega quest'opera alla musica. Matisse suonava il violino ogni giorno e considerava la sua pittura come uno spartito musicale. Si dice che il ritmo del girotondo sia una trasposizione visiva della *Sagra della Primavera* di Stravinsky. L'analogia tra il tratto continuo e la melodia è al cuore del suo processo creativo. Infine, il volto della figura all'estrema sinistra mostra una distorsione che suggerisce uno sforzo fisico estremo, un tocco di realismo brutale.
Il destino dell'opera è romanzesco. Durante la Rivoluzione russa, la collezione Shchukin fu nazionalizzata. *La Danza* fu nascosta e quasi dimenticata prima di essere riscoperta come un pilastro dell'arte moderna mondiale. La sua sopravvivenza al regime sovietico, che condannava l'arte "formalista", è quasi un miracolo. Oggi, micro-fessure nel blu rivelano la fragilità dello strato pigmentario, una sfida costante per i restauratori dell'Ermitage.
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Cosa rappresentano i tre colori dominanti (blu, verde, rosso) in quest'opera?
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