Barocco1622
Il cappello di paglia
Peter Paul Rubens
L'occhio del conservatore
"Susanna Lunden indossa un cappello di feltro ornato di piume, con le mani incrociate sul petto. Il suo sguardo diretto contrasta con il cielo azzurro."
Capolavoro della maturità di Rubens, questo ritratto di Susanna Lunden è uno studio rivoluzionario sulla luce riflessa e l'eleganza fiamminga.
Analisi
Dipinto tra il 1622 e il 1625, "Il cappello di paglia" ritrae Susanna Lunden, sorella maggiore della futura seconda moglie di Rubens. Questo ritratto appartiene a un periodo di pienezza per l'artista, che domina la scena europea con il suo stile barocco fiammeggiante. L'opera testimonia l'evoluzione del ritratto verso una forma di intimità psicologica. Rubens si allontana dai rigidi ritratti di corte per esplorare la vitalità della borghesia di Anversa. Il contesto storico è quello di un'Anversa prospera, dove Rubens fonde le influenze del Rinascimento italiano con il naturalismo fiammingo.
La spiegazione storica risiede nell'idealizzazione della figura femminile. Sebbene sia un ritratto reale, Rubens infonde a Susanna le caratteristiche delle divinità che ama, come Venere o Giunone. Non c'è un mito antico esplicito, ma l'opera celebra la bellezza fertile e la grazia sociale. La posa richiama le rappresentazioni della pudicizia antica, reinterpretata in un contesto di moda contemporanea, trasformando un momento privato in un archetipo di eleganza eterna. La maestosità del soggetto è bilanciata da una delicatezza cromatica che rende la carne quasi pulsante di vita.
Tecnicamente, il quadro è una prodezza nella gestione della luce "en plein air". Rubens utilizza una tecnica di velature sovrapposte per rendere la trasparenza della pelle. La sfida maggiore risiede nell'ombra portata del cappello sul viso: invece di una zona scura, Rubens dipinge un'ombra colorata che preserva la chiarezza degli occhi. Il contrasto tra il nero del cappello e il blu del cielo accentua la luminosità del soggetto, mentre i tocchi rapidi per le piume apportano una trama vibrante. La stesura del colore è fluida, tipica della mano sicura del maestro nel suo periodo più fecondo.
Psicologicamente, l'opera emana una tranquilla sicurezza. Lo sguardo di Susanna stabilisce una connessione immediata e intima. Rubens riesce a tradurre la dolcezza della relazione familiare attraverso la tenerezza del pennello. L'espressione riflette l'ideale della "sprezzatura" — un'eleganza naturale senza sforzo. La psicologia dell'opera si basa sull'equilibrio tra l'apparato esteriore e la fragilità umana percepita nella trasparenza delle vene. Susanna non è solo un modello, ma una presenza reale che sfida il tempo attraverso la sua grazia consapevole e il suo status sociale.
Il segreto più celebre è il titolo errato: il cappello non è di paglia, ma di feltro di castoro nero. L'errore deriverebbe dalla confusione tra "spaans" e "stroo" negli inventari. Le radiografie mostrano che Rubens ha ingrandito il pannello durante l'esecuzione. Le analisi hanno rivelato che il cielo tormentato è stato aggiunto in un secondo momento per creare tensione barocca. L'anello all'indice conferma che si tratta di un ritratto matrimoniale. L'opera influenzò profondamente Vigée Le Brun per il suo celebre autoritratto.
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Nonostante il celebre titolo, di quale materiale è fatto realmente il cappello di Susanna Lunden?
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