Classicismo1559

Lotta tra Carnevale e Quaresima

Pieter Bruegel il Vecchio

L'occhio del conservatore

"Al centro, Carnevale cavalca una botte di fronte a Quaresima sul suo carro. A sinistra, la taverna (festa); a destra, la chiesa (penitenza). Molteplici micro-scene illustrano i costumi dell'epoca."

Affresco enciclopedico dell'anima umana, questo capolavoro del 1559 mette in scena lo scontro simbolico tra l'eccesso festivo e il rigore religioso in una piazza fiamminga satura di dettagli satirici.

Analisi
Dipinto nel 1559, "Lotta tra Carnevale e Quaresima" costituisce una delle analisi più profonde della psicologia collettiva del Rinascimento nordico. Bruegel il Vecchio dispiega uno stile narrativo rigoglioso, dove ogni figura, per quanto piccola, partecipa a un'allegoria globale della condizione umana. Il contesto storico è quello dei Paesi Bassi spagnoli, un periodo di intense tensioni religiose tra la Riforma protestante e la Controriforma cattolica. L'opera non si limita a illustrare una festa folcloristica; interroga la dualità permanente dell'esistenza, divisa tra bisogni fisiologici e imperativi spirituali, un tema centrale nel pensiero umanista di Erasmo da Rotterdam. Il contesto mitologico e storico affonda le radici nei riti medievali del ciclo invernale. La "Lotta" stessa è una parodia di un torneo cavalleresco. Carnevale, rappresentato da un uomo obeso seduto su una botte di vino, brandisce uno spiedo carico di carne, simbolo di lussuria e gola. Di fronte a lui, Quaresima è una donna emaciata, pallida, seduta su una sedia da chiesa e armata di una pala da fornaio contenente due aringhe, simboli del digiuno. Questo mito sociale è una catarsi: il passaggio dal Martedì Grasso al Mercoledì delle Ceneri. Bruegel trasforma questo rito di passaggio in uno specchio universale dove lo spettatore è invitato a scegliere il proprio campo, constatando l'assurdità degli eccessi di entrambe le parti. Tecnicamente, Bruegel utilizza una veduta dall'alto (prospettiva a volo d'uccello) che gli permette di strutturare lo spazio come un teatro di operazioni. La tecnica è l'olio su tavola, caratterizzata da una precisione quasi microscopica. L'artista gioca su una tavolozza di colori contrastanti: i toni caldi e terrosi dominano la parte sinistra (Carnevale), mentre i grigi e i blu freddi saturano la parte destra (Quaresima). Questa maestria cromatica guida l'occhio attraverso un labirinto di scene senza mai perdere l'unità dell'insieme. Le velature sono lavorate per dare una consistenza palpabile agli abiti, ai ciottoli e ai generi alimentari, creando un realismo sorprendente. Psicologicamente, l'opera è una meditazione sulla follia umana. Bruegel osserva i suoi contemporanei con un'oggettività clinica ma non priva di umorismo nero. Si vedono storpi, mendicanti, bambini che giocano e fedeli che pregano, tutti travolti da un movimento circolare che suggerisce l'eterno ciclo della vita. L'assenza di un'unica prospettiva centrale rafforza l'idea che la vita sia un caos organizzato. Non ci sono eroi, solo una folla anonima. Questa visione decentralizzata del mondo prefigura la psicologia delle folle moderna, mostrando l'individuo assorbito dal rito sociale, incapace di sfuggire alla dualità della propria natura tra istinto e morale.
Il Segreto
Un segreto affascinante è stato rivelato dal restauro e dalle analisi ai raggi X: alcune zone dell'opera originale erano ancora più crude di quanto vediamo oggi. Ad esempio, Bruegel aveva inizialmente dipinto un cadavere in un carretto a sinistra, che fu poi coperto, probabilmente per rendere l'opera meno macabra. Allo stesso modo, la figura di Quaresima era un tempo accompagnata da dettagli ancora più espliciti sulla mortificazione della carne. Questi ripensamenti suggeriscono che l'artista dovesse navigare con prudenza tra la satira sociale e l'accettabilità religiosa del suo tempo. Un'analisi scientifica recente ha permesso di identificare più di cento tipi di giochi e rituali diversi nella folla. Non è solo un dipinto, è un trattato di etnografia. Un mistero rimane intorno alla coppia vista di spalle, guidata da un buffone che porta una torcia accesa in pieno giorno. Questo motivo, ricorrente in Bruegel, simboleggia lo smarrimento spirituale o la cecità dell'umanità. I ricercatori si interrogano anche sulla presenza di certi tipi di pesci e pani che corrispondono a simboli criptici di confraternite segrete di Anversa. Infine, l'opera nasconde una sottile critica politica. La netta separazione geografica tra la taverna e la chiesa nella piazza del villaggio potrebbe simboleggiare la crescente rottura tra classi sociali e ideologie. Il maiale sacrificato a sinistra contrasta con il pesce essiccato a destra, creando una dialettica alimentare che era, nel XVI secolo, un importante marcatore di identità politica. La precisione degli strumenti musicali, degli utensili da cucina e dei costumi fa di questo quadro un archivio visivo senza eguali sulla cultura materiale del Rinascimento nordico.

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Istituzione

Kunsthistorisches Museum

Localizzazione

Vienne, Austria