Realismo1904
Il pensatore
Auguste Rodin
L'occhio del conservatore
"Un uomo nudo, muscoloso e potente, seduto su una roccia, il mento appoggiato sulla mano destra, assorbito in una profonda meditazione che mobilita tutto il suo corpo."
Monumento della scultura moderna, quest'opera incarna lo sforzo titanico del pensiero, passando da una rappresentazione di Dante a un'allegoria universale dell'umanità sofferente e riflessiva.
Analisi
Concepito originariamente nel 1880 come elemento centrale del timpano de "La Porta dell'Inferno", Il Pensatore rappresentava inizialmente Dante Alighieri che contemplava i cerchi dei dannati. Il contesto storico è quello di una rottura epocale con l'accademismo del XIX secolo: Rodin si allontana dalla finitura liscia per privilegiare l'espressione della forza interiore. In quest'opera, il poeta diventa filosofo, poi simbolo dell'uomo moderno che lotta con il proprio destino. L'opera si inserisce in un periodo in cui iniziano ad emergere la psicanalisi e gli interrogativi sull'inconscio, riflettendo un'umanità che non si accontenta più di subire il divino, ma cerca di comprenderlo attraverso l'intelletto.
L'analisi mitologica e letteraria ci rimanda direttamente alla Divina Commedia. Il Pensatore è il "Poeta", ma un poeta spogliato dei suoi attributi tradizionali (alloro, tunica) per diventare un nuovo Adamo. Questa scelta stilistica sottolinea che il pensare non è un'attività disincarnata ma un lavoro fisico, quasi muscolare. Rodin trae ispirazione dal "Torso del Belvedere" e dall'opera di Michelangelo per creare un personaggio la cui morfologia esprime agitazione spirituale. Non è a riposo; ogni muscolo è in tensione, suggerendo che l'atto di pensare sia una lotta contro il caos e l'inerzia della materia.
Tecnicamente, Rodin rivoluziona il bronzo attraverso il modellato. Lascia le tracce delle sue dita nell'argilla originale, permettendo alla luce di aggrapparsi alle irregolarità della superficie. Questa tecnica crea una vibrazione visiva che dà l'impressione che il bronzo sia vivo, che il sangue scorra sotto la pelle. Il contrasto tra le zone d'ombra profonda e le sporgenze luminose accentua la drammaticità della posa. L'ingrandimento dell'opera nel 1902 ha permesso di passare dalla dimensione intima a quella monumentale, rafforzando l'impatto psicologico sullo spettatore che si sente schiacciato da questa massa di riflessione.
La psicologia dell'opera è quella di un uomo "rinchiuso" in se stesso. Il Pensatore non guarda nulla di esterno; i suoi occhi sono bassi, rivolti verso l'abisso della propria coscienza. È l'immagine dell'isolamento metafisico. Questa introspezione è accentuata dalla torsione del busto e dal posizionamento asimmetrico del braccio destro sulla gamba sinistra, una posizione scomoda che testimonia un deliberato squilibrio psicologico. Rodin riesce a materializzare l'invisibile: il processo del pensiero. L'opera diventa così lo specchio dell'uomo di fronte all'enigma della propria esistenza, una meditazione silenziosa ma tonante per la sua presenza fisica.
Uno dei segreti più affascinanti riguarda la mano del Pensatore. Studi anatomici hanno dimostrato che la posizione della mano destra sotto il mento non è una posa di riposo, ma una pressione attiva. Il dorso della mano sostiene il peso della testa, creando una tensione nel collo e nella schiena che si ripercuote fino alle dita dei piedi, che sono contratte sulla roccia. Questo dettaglio rivela che Rodin concepiva il pensiero come uno sforzo totale, che impegna il sistema nervoso fino alle sue estremità.
Un altro mistero risiede nell'identità dei modelli. Sebbene Rodin si sia ispirato all'estetica di Michelangelo, il modello fisico fu Jean Baud, un lottatore professionista che spesso posava per l'artista. Ciò spiega la muscolatura atletica, quasi ipertrofica, che contrasta con l'attività puramente intellettuale del soggetto. Inoltre, analisi recenti sulle diverse fusioni in bronzo mostrano che Rodin giocava con le patine per modificare l'umore dell'opera, passando da un nero funebre a marroni caldi che evocano la terra, legandolo più o meno al mondo sotterraneo degli Inferi.
Infine, pochi sanno che Il Pensatore ha rischiato di essere una figura femminile nei primi schizzi di Rodin, prima che questi si decidesse per questa virilità tormentata. Inoltre, l'opera è stata vandalizzata nel 1970 al Cleveland Museum of Art da una bomba piazzata da militanti politici, danneggiando gravemente la base e le gambe. Rodin aveva previsto che la sua opera potesse essere esposta all'aperto, affermando che il cielo e gli elementi naturali erano le uniche cornici degne del pensiero umano. Questa resilienza del bronzo di fronte agli oltraggi del tempo e degli uomini rafforza il suo status di icona immutabile.
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