Classicismo1533
Gli ambasciatori
Hans Holbein il Giovane
L'occhio del conservatore
"La celebre anamorfosi di un teschio in primo piano, che diventa riconoscibile solo da un'angolazione obliqua, ricordando la finitudine di ogni gloria."
Vetta del Rinascimento, questo doppio ritratto è una vanitas monumentale che confronta il potere terreno e il sapere umano con l'ineluttabilità della morte.
Analisi
Dipinto nel 1533, un anno cruciale per la storia europea, "Gli Ambasciatori" rappresenta Jean de Dinteville, ambasciatore francese in Inghilterra, e Georges de Selve, vescovo di Lavaur. Il contesto è quello dello scisma anglicano e delle tensioni religiose. Holbein non dipinge solo due uomini di potere; ferma un momento di crisi diplomatica e spirituale in cui l'umanesimo naviga tra politica e fede.
L'analisi mitologica e religiosa si dispiega attraverso una profusione di oggetti simbolici. Sullo scaffale superiore, gli strumenti astronomici evocano il dominio divino. Su quello inferiore, gli oggetti terrestri come il liuto e il libro di aritmetica rappresentano le arti liberali. Il liuto con una corda spezzata è metafora della discordia religiosa.
Tecnicamente, Holbein raggiunge la perfezione fiamminga, con precisione fotografica nelle texture di pelliccia, seta e velluto. La psicologia è segnata dalla malinconia: Dinteville e Selve sembrano consci della fragilità degli equilibri mondiali. I loro sguardi interrogano lo spettatore sulla perennità del loro rango.
Infine, l'opera è una riflessione sulla conoscenza. Il crocifisso seminascosto suggerisce che la verità ultima risiede nel divino. Il pavimento dell'abbazia di Westminster ancora l'opera in un luogo sacro, trasformando il ritratto in una meditazione metafisica sull'uomo nell'universo.
Il segreto più celebre è l'anamorfosi del teschio, ma analisi a infrarossi hanno rivelato che Holbein aveva previsto una composizione più semplice. La meridiana indica l'11 aprile, Venerdì Santo del 1533, legando l'opera al sacrificio di Cristo. Un altro mistero è il libro di inni di Lutero accanto al liuto, scelta audace per un ambasciatore cattolico.
Il teschio serviva probabilmente come memento mori personale per Dinteville, che portava una spilla a forma di teschio sul cappello. La precisione degli strumenti è tale che gli storici della scienza ne hanno verificato l'accuratezza. Il mappamondo mostra Polisy, il feudo di Dinteville, rendendo il quadro un archivio storico criptato.
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