Simbolismo1894
Malinconia
Edvard Munch
L'occhio del conservatore
"Ispirato dalla delusione amorosa dell'amico Jappe Nilssen, Munch abbandona qui il realismo per un potente simbolismo in cui colore e forma dettano l'emozione pura."
Incarnazione visiva dell'introspezione, quest'opera di Munch cattura la disperazione di un uomo che contempla una costa norvegese, trasformando il paesaggio in uno specchio dell'anima tormentata.
Analisi
Dipinta nel 1894, "Malinconia" segna una tappa decisiva nella transizione di Munch verso il Simbolismo. L'opera si ispira direttamente alla sfortunata relazione tra Jappe Nilssen e Christian Krohg, ma supera l'aneddoto personale per raggiungere una dimensione universale sulla solitudine umana. Il personaggio in primo piano, con la testa appoggiata sulla mano in una classica posa iconografica della malinconia, sembra incapace di staccarsi dalla propria interiorità. Questo ripiegamento su se stessi è accentuato dal contrasto tra la massa scura dell'uomo e la fluidità della linea di riva.
Munch usa il paesaggio come estensione dello stato psichico. Le curve del litorale non sono riproduzioni topografiche, ma onde emotive che risuonano con la tristezza del soggetto. Questo concetto, centrale nel Simbolismo, rifiuta l'osservazione oggettiva per privilegiare la "memoria dell'immagine". Il cielo e l'acqua si confondono in tonalità crepuscolari, creando un'atmosfera di attesa infinita e rimpianto. La silhouette in lontananza sul pontile funge da catalizzatore visivo della disperazione.
Sul piano mitologico e filosofico, l'opera evoca il temperamento malinconico, tradizionalmente associato alla figura di Saturno. Nel XIX secolo, questa "bile nera" non è più solo una malattia, ma il segno distintivo del genio e della sensibilità moderna. Munch si scrive in questa linea, in cui l'artista è un visionario sofferente, capace di percepire le correnti sotterranee dell'esistenza. La spiaggia simboleggia qui il confine fragile tra la ragione e la follia.
La profondità dell'analisi rivela anche una dimensione esistenziale legata alla filosofia di Kierkegaard. Il personaggio non soffre solo per un amore perduto, ma per l'angoscia dell'essere. Il paesaggio diventa una prigione psicologica dove ogni elemento — la pietra piatta, il molo, i colori scuri — contribuisce a una sensazione di soffocamento nonostante l'apertura dello spazio. È questa capacità di dipingere "gli stati dell'anima" che fa di Munch il precursore dell'Espressionismo.
Uno dei segreti più intriganti di questa versione del 1894 risiede nella sua tecnica di preparazione. Munch ha usato una tela di sacco grezza, un materiale economico che amava perché la sua trama granulosa assorbiva la vernice in modo irregolare. Questo crea un aspetto opaco e terroso che rafforza il senso di pesantezza e angoscia. Si dice che Munch a volte lasciasse le sue tele all'aperto, sotto la pioggia o la neve, affinché gli elementi naturali partecipassero all'erosione dell'immagine.
Un segreto iconografico riguarda la silhouette sul pontile. Sebbene spesso interpretata come Christian e Oda Krohg che si preparano a partire, Munch ha volontariamente semplificato queste forme fino all'astrazione. In realtà, questa scena riecheggia una xilografia precedente in cui i dettagli erano più espliciti. In questo dipinto, cancella i tratti dei volti per trasformare i personaggi in spettri, rafforzando l'idea che il protagonista viva in un mondo di ricordi deformati.
La scelta dei pigmenti rivela un segreto sullo stato mentale dell'artista. Munch ha integrato il blu di Prussia e terre d'ombra in modo molto diluito, quasi come un acquerello. Questa tecnica permetteva di far trasparire la trama della tela. Questo vuoto visivo, queste zone dove la materia sembra mancare, sono metafore dirette del vuoto interiore provato dal soggetto malinconico, un'innovazione tecnica al servizio del messaggio emotivo.
Infine, le analisi ai raggi X hanno rivelato che sotto lo strato pittorico attuale, Munch aveva inizialmente abbozzato forme molto più rigide. Ha radicalmente semplificato la composizione in corso d'esecuzione per privilegiare quelle grandi linee sinuose che sono diventate la sua firma. Questo passaggio dalla struttura geometrica alla fluidità organica mostra la lotta dell'artista per catturare non ciò che vede, ma ciò che sente.
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Quale specifico aspetto tecnico della versione del 1894 di "Malinconia" usa Munch per accentuare il senso di "vuoto interiore" del soggetto?
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