Impressionismo1881
La colazione dei canottieri
Pierre-Auguste Renoir
L'occhio del conservatore
"Un'allegra assemblea di amici di Renoir pranza su una terrazza in riva alla Senna a Chatou. Si vedono canottieri, modelle e figure mondane, circondati da resti di pasto e bottiglie."
Vetta dell'impressionismo festoso, questa tela del 1881 cattura la joie de vivre della Belle Époque sulla terrazza della Maison Fournaise, fondendo ritrattistica di gruppo e natura morta con una maestria luminosa senza pari.
Analisi
Dipinto tra il 1880 e il 1881, "La colazione dei canottieri" rappresenta un punto di svolta cruciale nella carriera di Pierre-Auguste Renoir. Dopo le aspre critiche alle prime mostre impressioniste, l'artista cerca qui di conciliare la vibrazione della luce con la solidità delle forme. Il contesto storico è quello dell'emergere del tempo libero borghese e della mescolanza sociale nelle "guinguettes" lungo la Senna. Chatou, e in particolare la Maison Fournaise, diventa il teatro di una modernità dove la nobiltà d'animo sostituisce i titoli, e dove la luce stessa diventa il soggetto principale. È una celebrazione dell'istante effimero immortalato da un tocco vibrante e caldo.
Sebbene l'opera sembri puramente profana e contemporanea, si iscrive in una profonda tradizione iconografica. Renoir dialoga qui con i "Festini" di Veronese e le "Feste galanti" di Watteau, trasformando il mito dell'Età dell'Oro in una realtà parigina tangibile. Il mito non è più situato in un'Arcadia lontana, ma nel piacere immediato del vino, della conversazione e della compagnia. Questa reinterpretazione della felicità terrena come valore supremo costituisce una risposta edonistica alle tensioni sociali della nascente Terza Repubblica. L'opera diventa un'allegoria dell'armonia universale attraverso i piaceri semplici.
Tecnicamente, Renoir dà prova di una virtuosità mozzafiato nel trattamento delle texture. La tovaglia bianca in primo piano è un tour de force: non è bianca, ma composta da sfumature di blu, rosa e giallo che catturano i riflessi dell'ambiente. I contrasti tra le zone d'ombra sotto la tenda e la luce abbagliante della Senna sullo sfondo creano una profondità atmosferica eccezionale. L'artista utilizza pennelli fini per i volti e un tocco più ampio per la vegetazione, creando una gerarchia visiva che guida l'occhio senza mai rompere l'unità della superficie pittorica.
Psicologicamente, il quadro è una rete complessa di interazioni umane. Ogni personaggio sembra abitato da un'emozione propria, dal flirt leggero alla meditazione malinconica. L'assenza di un unico punto focale costringe lo spettatore a vagare nella scena, diventando lui stesso un ospite al tavolo. Questa struttura narrativa decentralizzata riflette la filosofia impressionista: la realtà non è una verità monolitica, ma una somma di impressioni individuali e fugaci. Il quadro emana una sensazione di intimità collettiva dove lo spettatore è invitato a condividere una fraternità universale sotto il sole di Chatou.
Uno dei segreti più toccanti risiede nella figura della giovane donna a sinistra, Aline Charigot, che gioca con un cagnolino. Diventerà più tardi la moglie di Renoir e la madre dei suoi figli, conferendo al quadro una dimensione sentimentale profonda. Le analisi scientifiche ai raggi X hanno rivelato che il quadro è stato dipinto interamente sul posto, ma su un lungo periodo, con Renoir che aggiungeva o modificava i personaggi a seconda delle visite dei suoi amici a Chatou.
Un mistero risiede nell'identità del personaggio di schiena in primo piano a destra: si tratta di Gustave Caillebotte, pittore e mecenate del gruppo, rappresentato qui come partecipante attivo mentre era spesso il pilastro finanziario degli impressionisti. La presenza del Barone Raoul Barbier, un ex ufficiale di cavalleria, accanto a modelle come Angèle Legault, testimonia la libertà sociale che regnava in questi luoghi di divertimento, dove le barriere di classe svanivano per la durata di una colazione.
Scientificamente, la conservazione dell'opera ha mostrato che Renoir ha utilizzato pigmenti nuovi per l'epoca, come il blu di cobalto e il giallo di cromo, che conservano ancora oggi la loro brillantezza originale. Tuttavia, alcuni rossi sono leggermente sbiaditi, modificando sottilmente l'equilibrio cromatico dei volti. La tela originale era più grande; Renoir l'ha adattata per dinamizzare la composizione e dare quell'impressione di "grandangolo" fotografico ante litteram.
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