Impressionismo1879
Giorno d'estate
Berthe Morisot
L'occhio del conservatore
"Osservate l'audace fusione tra le figure e il loro ambiente: le pennellate non si fermano ai contorni, legano gli abiti di seta all'acqua scintillante del lago. Morisot riesce qui a dipingere l'aria e la sensazione termica dell'aperto piuttosto che semplici oggetti."
Vibrante immersione nel cuore del Bois de Boulogne, questo capolavoro del 1879 incarna l'apogeo della tecnica di Berthe Morisot. Attraverso un balletto di tocchi a zigzag e una luminosità abbagliante, l'artista cattura l'essenza stessa dell'effimero e della modernità femminile.
Analisi
Dipinta per la quinta esposizione impressionista del 1880, quest'opera trasporta lo spettatore su una barca nel mezzo del lago del Bois de Boulogne. All'epoca, il Bois de Boulogne era diventato il teatro della vita elegante parigina, uno spazio di libertà controllata dove la borghesia veniva a esibirsi. Morisot, come donna del suo tempo, trasforma questo luogo di passeggio in uno studio radicale sulla luce. Le due modelle sembrano galleggiare in un universo dove la distinzione tra solido e liquido svanisce totalmente.
L'opera è rivoluzionaria per il suo rifiuto della narrazione. Non "succede" nulla, se non il passare del tempo sull'acqua. A differenza di Manet o Renoir, Morisot non introduce alcun intento galante o sociale esplicito. Il suo soggetto è la percezione pura. Utilizza tocchi estremamente rapidi, quasi nervosi, che sono stati spesso fraintesi dai contemporanei come un segno di "negligenza femminile", quando invece si trattava di una volontà feroce di cogliere l'istantaneità prima che la luce cambiasse.
La modernità di Morisot risiede anche nella sua capacità di trattare le figure umane con lo stesso distacco del paesaggio. I volti sono appena abbozzati, evitando il ritratto per favorire l'integrazione plastica. Questo approccio deumanizza leggermente i soggetti per trasformarli in vettori di colore. L'abito blu in primo piano diventa un ricettacolo per tutti i riflessi del cielo, mentre il cappello di paglia funge da ancora cromatica calda tra i blu e i verdi freddi.
Infine, il contesto di creazione en plein air è primordiale. Morisot ha realmente dipinto da un'imbarcazione, sfidando i vincoli logistici per raggiungere questa verità atmosferica. Rifiuta il comfort dello studio per confrontarsi direttamente con il riverbero del sole sull'acqua, un approccio che pone la sensazione visiva al di sopra di ogni regola accademica di disegno o prospettiva.
Il primo segreto di quest'opera risiede nell'identità delle modelle. Sebbene somiglino a membri della famiglia Morisot, si tratta in realtà di modelle professioniste pagate per posare in un luogo pubblico. Questo distanziamento ha permesso all'artista una maggiore libertà di manipolazione formale, trattando i corpi come semplici masse colorate piuttosto che come ritratti psicologici.
Un segreto più oscuro riguarda la storia materiale del quadro. Nel 1912, "Giorno d'estate" fu oggetto di un furto spettacolare alla National Gallery di Londra. Fu rubato da Hugh Lane nell'ambito di una protesta politica riguardante il suo lascito. Lane affermava che il quadro apparteneva legittimamente all'Irlanda. Il quadro è infine tornato a Londra, ma questo incidente ha sottolineato il valore politico e simbolico che le opere di Morisot cominciavano ad acquisire.
Sul piano tecnico, un segreto nascosto a occhio nudo è l'uso della preparazione della tela. Morisot ha utilizzato una tela a grana finissima per permettere alla pittura a olio di asciugarsi rapidamente e conservare l'aspetto dell'acquerello. Alcune zone del lago non sono pittura blu, ma il riflesso della luce sulle fibre stesse della tela lasciata a nudo, una tecnica di "riserva" estremamente audace per gli anni 1870.
Infine, esiste un segreto legato alla cornice originale dell'opera. Morisot insisteva affinché le sue opere fossero presentate in cornici bianche o argentate piuttosto che nelle dorature pesanti abituali dell'epoca. Ciò mirava a non soffocare la tavolozza pastello e a rafforzare l'impressione che il quadro fosse una finestra aperta sulla luce, una decisione curatoriale che fu giudicata eccentrica dai critici conservatori del XIX secolo.
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Quale importante innovazione stilistica, particolarmente visibile in "Giorno d'estate", sviluppò Berthe Morisot per tradurre la rifrazione della luce sull'acqua?
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