Impressionismo1870

L'orchestra dell'Opéra

Edgar Degas

L'occhio del conservatore

"Il dipinto ritrae Désiré Dihau, fagottista e amico del pittore, al centro di una composizione serrata. Intorno a lui, musicisti reali e intimi di Degas formano una massa scura e rigorosa. Sopra di loro, la scena dell'Opera è visibile ma troncata: si scorgono solo le gambe e i tutù delle ballerine, creando un contrasto tra il mondo maschile della buca e l'universo etereo del balletto."

Capolavoro del passaggio all'Impressionismo, L'Orchestra dell'Opera è un'opera rivoluzionaria che sposta lo sguardo dello spettatore dal palcoscenico alla buca. Edgar Degas reinventa il ritratto collettivo catturando l'energia grezza e la concentrazione dei musicisti dell'Opera di Parigi, relegando lo spettacolo delle ballerine a uno sfondo frammentato e luminoso.

Analisi
L'analisi approfondita di questa tela rivela l'ossessione di Degas per la modernità e la sua volontà di rompere con le convenzioni accademiche. Dipinto intorno al 1870, questo quadro non è solo una scena di genere, è uno studio psicologico della vita urbana parigina. Degas rifiuta il ritratto in posa a favore dell'istantanea. Lo stile è segnato da una precisione quasi fotografica nella resa degli strumenti e dei volti, contrastando con la sfocatura suggestiva della scenografia. Il contesto storico è quello dell'Opéra Le Peletier, prima che fosse distrutta da un incendio. Degas, frequentatore dei retroscena, cerca di catturare "l'altro lato della scena". Non si tratta di un'orchestra completa, ma di un sapiente montaggio di ritratti. La tecnica di Degas, che utilizza strati di pittura sottili ma densi, permette di rendere la trama del legno degli strumenti e la brillantezza degli smoking neri. La luce proviene dal palco, creando riflessi invertiti sulle fronti. Sul piano mitologico e simbolico, sebbene l'opera sia realista, evoca una moderna discesa agli inferi. La buca è uno spazio sotterraneo, buio e affollato, dove i musicisti, come operai dell'arte, sostengono con il loro sforzo il mondo celeste delle danzatrici. È una riflessione sulla gerarchia delle arti e dei sessi nel XIX secolo. La psicologia dell'opera risiede nell'isolamento di ogni musicista nonostante la vicinanza fisica. Infine, quest'opera segna la crescente influenza delle stampe giapponesi su Degas. L'inquadratura audace, dove gli oggetti sono tagliati netti ai bordi della tela, crea una sensazione di prolungamento dello spazio oltre la cornice. Questo costringe lo spettatore a immergersi nella buca, condividendo la ristrettezza e il tumulto dell'orchestra. Degas trasforma una commissione amichevole in un manifesto estetico sulla visione frammentata del mondo moderno.
Il Segreto
Uno dei segreti meglio custoditi del quadro risiede nella manipolazione della realtà da parte di Degas: non è una rappresentazione esatta della buca d'orchestra dell'epoca. Sebbene Désiré Dihau fosse effettivamente fagottista all'Opera, molti dei "musicisti" che lo circondano sono in realtà amici di Degas che non suonavano affatto in quell'orchestra, come il pittore Albert Hecht. Degas ha creato una "falsa" orchestra per onorare i suoi cari. Una scoperta tecnica importante è stata fatta durante le analisi di laboratorio: Degas ha ingrandito la tela in corso d'opera. Inizialmente, il quadro era un ritratto più ristretto centrato su Dihau. L'artista ha aggiunto strisce di tela ai lati e in alto per includere le ballerine e gli altri musicisti. Questa modifica strutturale prova che l'inclusione della scena non era il progetto iniziale, ma un'intuizione geniale. Un mistero avvolge l'identità della ballerina con il tutù rosa sullo sfondo, la cui testa è tagliata. Alcuni storici vi vedono una critica aspra di Degas verso il culto della personalità delle "stelle". Decapitando le ballerine, le riduce a pura forma e movimento, rifiutando di dare loro l'individualità che concede così generosamente ai musicisti. È un gesto di sovversione radicale che pone l'artigianato sopra l'apparenza. Infine, gli strumenti stessi celano dettagli curiosi. Il fagotto di Dihau è reso con tale precisione che i musicologi hanno potuto identificare il modello esatto utilizzato all'epoca. Tuttavia, la disposizione spaziale degli strumenti è fisicamente impossibile in una vera buca d'Opera; i contrabbassi e il fagotto non potrebbero essere così vicini senza ostacolarsi a vicenda. Degas ha sacrificato la verità topografica alla forza plastica.

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Istituzione

Musée d'Orsay

Localizzazione

Paris, Francia